Web reputation e l’arte di vendere sé stessi

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Frequentiamo tutti i media sociali, c’è chi è attivo su facebook, chi è maniaco di twitter, chi si ostina a usare google+…

Tutti o quasi. Qualcuno resiste ancora, per disinteresse, per partito preso, perché non ne coglie l’utilità o perché preferisce di gran lunga la comunicazione “de visu” a quella virtuale. Il fatto assodato è che, ad esempio, alla fine del 2011 pare che gli italiani su facebook fossero 18 milioni e il dato è in continua crescita.

Un fenomeno sociale in ascesa che sta sempre più conquistando quota è che, oltre alla sterminata massa di utenti che passa ore sui social media e in maniera più o meno inconsapevole posta, chatta, condivide, commenta, ce n’è una grande fetta che invece frequenta i media sociali con un obiettivo ben più definito: costruire il suo personal brand e ottenere quella che viene chiamata in gergo web reputation.

Costruire il proprio personal brand in rete è ormai diventato un must per avere successo, per vendere prodotti, per attirare consenso verso sé stessi, per trovare un lavoro o cambiarne uno di cui non si è soddisfatti. Oggi ci sono agenzie specializzate che si occupano di creare la web reputation di una persona con post ad hoc e con oculati interventi all’interno dei social network. Non solo, sono anche in grado di misurare la reputazione che un soggetto ha in rete e possiedono strumenti per monitorare quotidianamente le innumerevoli fonti presenti su internet (dagli articoli dei media on line ai social network) e associare ad essi valori quali il rank di autorevolezza, il volume di visitatori e di visualizzazioni e la capacità di diffusione virale di un contenuto.

Certo, c’è anche chi lo fa in autonomia e a suo rischio e pericolo, infatti chi non conosce bene le dinamiche di questo mondo e pensa che per costruire il suo personal brand basti portare più traffico possibile verso il proprio profilo facebook o il proprio account twitter ha sbagliato il tiro. Le insidie sono dietro l’angolo. La rete non perdona e non dimentica. Ed è peggio l’insuccesso che l’assenza. Per questi motivi è fondamentale prendere coscienza dei meccanismi che regolano la comunicazione all’interno dei social network, impadronirsene e usarli in maniera appropriata. Se pensiamo che in molte ricerche di lavoro le referenze trovate sui media sociali stanno via via soppiantando i tradizionali curricula si può ben capire l’importanza di un adeguato uso di tali mezzi.

Bisogna dunque fare attenzione a come ci comportiamo in rete, ai post che facciamo, a come ci relazioniamo con i nostri utenti. Costruire il proprio personal brand vuol dire anche e soprattutto differenziarci dagli altri e dichiararci con schiettezza per far capire chi siamo veramente. Non si tratta di costruire un’immagine di noi stessi che non corrisponde al vero: unicità e autenticità diventano la chiave del successo per un personal brand efficace e una web reputation che possa avere effetti benefici.

Forse in questo mondo virtuale ma estremamente impietoso il Machiavellico adagio

“A uno principe, adunque, non è necessario avere in fatto tutte le soprascritte qualità, ma è bene necessario parere di averle… Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se’…”

non gioverà né al nostro successo né alla relazione che costruiremo con i nostri utenti.

 

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