Il pisolino ristoratore

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Esiste un tasto “CANC” nel nostro cervello?

Pare di si, e lo sostengono Judah Pollack co autore di “The Chaos Imperative” e Olivia Fox Cabane, autrice di “Il segreto del carisma”.

In un articolo pubblicato su fastcompany.com espongono un affascinante teoria sul funzionamento delle nostre connessioni neurali. Nelle neuroscienze è abbastanza risaputo che più si mette in moto un circuito neurale nel nostro cervello più questo circuito diventa forte. Ed è anche riconosciuto che la nostra capacità di imparare è strettamente collegata alla costruzione e al rafforzamento di queste connessioni neurali. Ma come si attua questo rafforzamento? Semplicemente con la pratica. Più si pratica un’attività, come suonare il pianoforte o parlare una lingua, più si rafforzano le nostre connessioni neurali.

Quello che però ci dicono gli autori, ed è quello che mi ha affascinato di questo articolo, è che la nostra capacità di imparare va al di là della costruzione e del rafforzamento delle connessioni neurali e che il nostro cervello ha una modalità per eliminare le vecchie connessioni in modo da fare spazio a quelle nuove. Gli scienziati chiamano questa eliminazione “potatura sinaptica“.

Connessioni sinaptichePraticamente il nostro cervello viene paragonato ad un giardino dove, invece di nascere fiori, frutta e verdura nascono connessioni sinaptiche tra i neuroni. E come tutti i giardini che si rispettino, al suo interno vi lavorano dei giardinieri (le cellule gliali), alcuni di questi accelerano i segnali tra certi neuroni e altri invece rimuovono rifiuti, estirpano erbacce, uccidono parassiti e rastrellano foglie secche, praticamente potano alcune connessioni sinaptiche.

Ma come fanno questi “giardinieri” a sapere quali sono le parti da potare?

Pare che le sinapsi meno utilizzate siano contrassegnate da una proteina, quando questi “giardinieri” la individuano si legano ad essa e la distruggono. In questo modo il cervello crea spazio fisico per far sì che si possano costruire nuove e più forti connessioni che ci consentono di  poter imparare di più.

Ed ecco che ora entra in gioco il sonno. Infatti la “potatura” delle connessioni sinaptiche avviene durante il sonno.

Vi è mai capitato di svegliarvi, dopo un bella nottata di sonno, e di sentirvi, rispetto a nuove cose che state imparando o nuove informazioni che avete immagazzinato, con le idee chiare e con il pensiero veloce?

Questo succede perché i giardinieri, durante il sonno, hanno fatto pulizia creando spazio per le nuove informazioni. Sono questi spazi liberi che ci permettono di imparare nuove cose. Ecco perché anche i pisolini sono così importanti per le nostre abilità cognitive. Pare che con un sonnellino di 10/20 minuti si dia la possibilità ai “giardinieri” di eliminare connessioni inutilizzate e creare spazio per rafforzare quelle nuove.

Pensare con un cervello che ha dormito poco è come farsi strada con un machete all’interno di in una fitta giungla. Pensare invece con un cervello ben riposato è tonificante come passeggiare felicemente all’interno di un bel giardino dove i percorsi sono chiari, gli alberi e le piante sono ben curati e si riesce a vedere l’orizzonte davanti a voi.

L’alert che ci lanciano però gli autori è che bisogna essere consapevoli di come impegniamo il nostro cervello perché siamo noi che abbiamo il controllo su ciò che il nostro cervello cancella durante il sonno. Infatti le connessioni sinaptiche che vengono marcate per essere eliminate sono quelle che non usiamo e quelle che invece vengono annaffiate e ossigenate sono quelle che usiamo quotidianamente.

Dunque bisogna stare attenti alle cose su cui ci concentriamo giornalmente, perché se impieghiamo tanto tempo a leggere teorie sul finale di “Game of Thrones” e molto poco tempo, ad esempio, su come fare bene il nostro lavoro, sapete quali sinapsi verranno marcate dal nostro cervello per essere eliminate?

Concentriamoci sulle cose importanti allora e facciamo tanti bei pisolini ristoratori. 😉

Libera traduzione dell’articolo “Your Brain Has A “Delete” Button—Here’s How To Use It

2 thoughts on “Il pisolino ristoratore

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